Torre Velasca, l’icona brutalista di Milano, risorge con 72 suite, ristorazione di alto livello e un club privato che segna una nuova era per l’ospitalità italiana. Ecco come è andata, secondo il Sole 24 Ore: un martedì sera di fine gennaio, ogni tavolo del Sushisamba Milano era occupato. Il leggendario ristorante newyorkese aveva appena aperto le porte al piano terra di Torre Velasca, e le prenotazioni si estendevano fino a marzo. Ma la vera storia non è il sushi. È quello che sta accadendo nei 25 piani sopra. Dopo anni di restauro meticoloso, il più controverso simbolo milanese del dopoguerra sta rinascendo come qualcosa che la città non ha mai visto: un villaggio verticale di residenze, ristoranti, santuari del benessere e un club privato progettato per competere con i migliori al mondo. Il progetto, sostenuto da oltre 40 milioni di euro dal gruppo Sunset Hospitality con sede a Dubai, rappresenta una delle trasformazioni a uso misto più ambiziose d’Europa. Gli sviluppatori Hines e gli architetti Asti Architetti hanno impiegato anni a rimuovere decenni di usura preservando la distintiva silhouette a fungo della torre. Ora Sunset la sta riempiendo di vita. Il gruppo dell’ospitalità, che lo scorso anno ha acquisito una quota di maggioranza in Maximal Concepts Holding, ha silenziosamente espanso la propria presenza nei principali mercati globali. L’Italia è la prossima frontiera.
L’Esperienza Verticale
A giugno, il 18esimo piano svelerà Mia, un ristorante panoramico che celebra la cucina milanese con viste mozzafiato sulla città. Un piano sotto, Madison House debutterà a luglio come gioiello della torre: un club esclusivo per soci ispirato al predecessore di Singapore. Lounge intime, spazi meeting di livello aziendale e accesso diretto a una spa e centro fitness di 1.000 metri quadrati situati nel piano interrato. La componente residenziale si estende su sette piani, offrendo 72 unità meticolosamente restaurate sotto il marchio Mett Suites & Residences. Cinquanta sono dedicate agli ospiti brevi che cercano servizi di livello alberghiero. Le restanti 22 sono dotate di cucine complete e disponibili per contratti fino a un anno, rivolte a una nuova classe di nomadi globali ed executive aziendali in cerca di qualcosa di più raffinato rispetto agli appartamenti serviti tradizionali. Antonio Gonzalez, co-fondatore di Sunset Hospitality Group, inquadra l’investimento come parte di una strategia italiana più ampia. L’azienda vede proprietà come Torre Velasca e Palazzo Cordusio come destinazioni lifestyle che sfumano i confini tra ospitalità, ristorazione e vita residenziale. È un approccio che risuona con viaggiatori facoltosi e abitanti locali che desiderano accesso senza soluzione di continuità a servizi di classe mondiale senza sacrificare l’autenticità del luogo.
Oltre Milano
Sunset non si ferma qui. Il gruppo ha chiuso il 2025 con circa 400 milioni di dollari di fatturato e mantiene operazioni in oltre 100 proprietà in 26 paesi. L’azienda ha già stabilito una presenza a Palazzo Cordusio Gran Meliá, dove Giardino Cordusio serve gli ospiti in un luminoso cortile al piano terra a pochi passi dal Duomo. I piani di espansione futura includono Roma, Costa Smeralda, Taormina, Costiera Amalfitana, Capri e Cortina. La strategia è chiara: identificare le destinazioni di lusso più dinamiche d’Italia e creare esperienze immersive che vadano oltre l’ospitalità convenzionale. È una visione audace per una torre che un tempo veniva bollata come un pugno nell’occhio. Ora, mentre Milano consolida la sua posizione come il mercato del lusso più interessante d’Europa, Torre Velasca è pronta a diventare non solo un punto di riferimento, ma una destinazione. La trasformazione dimostra che anche il brutalismo può essere bellissimo quando viene reimmaginato con ambizione e cura. Per Sunset, è una scommessa calcolata sul fatto che l’appetito italiano per esperienze sofisticate e orientate al design è solo all’inizio.


